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Profilo professionale e sbocchi occupazionali previsti per i laureati

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Oltre all'insegnamento di materie letterarie o linguistiche nella scuola, per le quali un'approfondita consapevolezza del funzionamento del linguaggio costituisce un requisito fondamentale, il laureato in Scienze linguistiche, proprio per l'alto grado di consapevolezza sviluppato nel maneggiare i codici linguistici, può trovare sbocchi professionali possibili nell'industria dell'editoria e delle comunicazioni, nei settori della mediazione culturale, della cooperazione internazionale e delle politiche di integrazione linguistica degli immigrati oltre che in tutte le attività connesse con la gestione del plurilinguismo, e infine nella progettazione e valutazione di strumenti informatici per il trattamento di corpora linguistici e della comunicazione verbale.

In questa prospettiva, la didattica offerta dal Corso di Laurea magistrale dà spazio consistente ai seminari, con relazioni scritte e/o orali individuali, per sviluppare e verificare le capacità argomentative e comunicative che si intendono formare, e anche nella didattica frontale viene promossa la partecipazione attiva degli studenti.

Dal punto di vista professionale, è chiaro che una approfondita consapevolezza del funzionamento del linguaggio costituisce un requisito fondamentale (anche se spesso trascurato) nella formazione di un insegnante di materie letterarie e/o linguistiche. I laureati possono pertanto prevedere come occupazione l'insegnamento nella scuola, una volta completato il processo di abilitazione all'insegnamento e superati i concorsi previsti dalla normativa vigente.

Le competenze acquisite nel Corso di Laurea magistrale permetteranno inoltre ai laureati di operare, con funzioni di elevata responsabilità, in settori quali: l'industria dell'editoria e delle comunicazioni; la cooperazione, gli istituti internazionali e gli enti che si occupano di contatti nel senso più ampio fra lingue e culture diverse (dalla politica all'economia, all'industria turistica, all'accoglienza di stranieri), in particolare rispetto alle problematiche di integrazione linguistica e di apprendimento dell'italiano come lingua seconda; le politiche di pianificazione culturale, educativa e di gestione del tenitorio, con parti col are riguardo alle minoranze linguistiche di antico e recente insedi amento; la gestione del plurilinguismo nei molteplici ambiti comunicativi legati alle nuove tecnologie mediatiche e a Internet; il trattamento di corpora linguistici; la progettazione e valutazione di banche dati di produzioni linguistiche scritte e orali, di programmi di sintesi eri conoscimento della parola e di altri strumenti informatici di gestione della comunicazione verbale.
Infine, tali competenze costituiscono la base per l'attività di ricerca in linguistica presso enti pubblici e privati, e permettono l'accesso ai dottorati in discipline linguistiche equindi, in prospettiva, alla ricerca e all'insegnamento universitario in questo campo. 

Ultimo aggiornamento: 04/05/2018 11:25

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